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Boom di mamme over 50 in dieci anni sono triplicate

emmakLunedi’ sera Lucia Esposito giornalista del giornale quotidiano Libero mi ha chiamato per intervistarmi riguardo ad un fenomeno apparentemente in espansione , le mamme over 50 ,dalle statistiche ,sembrano 300 l ‘anno. Sicuramente l ‘età anagrafica della  maternità’ si è spostata , le primipare di  40 anni sono molte nel mondo odierno . La donna si prende il permesso di realizzarsi nella professione , sceglie il compagno che ama e verso i 40 anni partorisce il primo figlio e decide di diventare Genitore. A 50  anni e oltre la faccenda a mio avviso é diversa. Il fatto che molte star decidano di farlo, probabilmente accedendo a metodi non più’ naturali considerando l’età , non rappresenta ,a mio avviso ,  un messaggio di possibilità. A 50 anni una donna e’ in una fase energetica di consolidamento , si avvia alla menopausa , biologicamente e psicologicamente lo spazio per un figlio non lo può’ più’ offrire, senza considerare l’aumento dei rischi per entrambi,  che avanzano con l’età. Naturalmente ogni caso e a sé, una donna matura può essere per certi aspetti più’ consapevole psicologicamente e forse affrontare la maternità in maniera differente da una donna di 20 anni. E’ anche vero che la maternità rappresenta uno stravolgimento  e un grosso cambiamento e lo dimostrano i casi frequenti di depressione post partum. La maternità  , infatti prevede una grande plasticità’ ed elasticita’che forse in età matura non si ha più , dal momento che la personalità’ e’ anche più strutturata. Quello che invece emerge invece , a mio avviso , in certi desideri di maternità’ é l’aspetto narcisistico. La maternità diventa un prolungamento di sé, un rispecchiamenti  di sé ,  laddove si fatica  ad accettare allo stesso modo  l’eta’ che avanza. Come si interviene e si rincorre la giovinezza a tutti i costi così pure si rincorre un figlio ad ogni costo ed in ogni modo. Questa é l epoca del narcisismo e questo é il male odierno.

selfie

Prefazione
Una psicoterapeuta e una sociologa s’interrogano sui social network e sulla corsa frenetica al selfie più accattivante e seduttivo da postare sul proprio facebook o sul proprio blog. Essere o apparire? Questo sembra il dilemma della selfie-generation. Che ripercussioni hanno queste attività comunicative virtuali sulla nostra identità sempre più on-line in bilico tra una vacillante autostima e i rischi di un dilagante narcisismo? Qual è l’impatto sulle relazioni amicali e sui legami affettivi? Il bisogno di apparire e di mostrare un’immagine corporea sempre perfetta, tonica e giovanile s’impone ormai anche nel mondo del lavoro. La mobilità sociale ascendente ovvero la scalata al successo, al potere e alla fama sembra riservata solo ai più belli e più giovani del reame. Gli altri invece, quelli il cui aspetto fisico non è all’altezza delle icone di bellezza sbandierate dai mass media, rischiano di essere esclusi dai lavori più ambiti. L’articolata chiave di lettura delle relatrici, che si fonda su una ventennale pratica psicoterapeutica e sulle più recenti ricerche sociologiche a livello europeo, ci aiuta a districarci davanti a questi importanti interrogativi esistenziali e sociali, che ci toccano tutti da vicino.
Dr. Emma Cosma, psicoterapeuta e analista transazionale.
Prof. Silvana Greco, docente di sociologia della cultura presso la Freie Universität Berlin e vice presidente della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio (http://www.fondazione-bondonipastorio.eu/). Per la Fondazione dirige la ricerca qualitativa comparata su immagini corporee e presentazione di sé nel mondo del lavoro in sette paesi (Ecuador, Grecia, Israele, Italia, Lituania, Malta, Svezia, Ungheria), che s’inserisce nel network di ricercatori IS1210 “Appearance matters, Tackling the Physical and Psychosocial Consequences of Dissatisfaction with Appearance, co-finanziato dall’Unione europea. Tra le sue ultime pubblicazioni su queste tematiche (saggi e libri): “La difficile relazione con il cibo: immagini corporee non amate e felicità negate” ( FrancoAngeli, 2015); “Friendship and Happiness from a sociological perspective” con M. Holmes, e J. McKenzie (Springer Verlag, 2015); “Health and Violence’, Encyclopedia of Quality of Life Research con M. Tognetti (Springer Verlag, 2014); L’amicizia in età adulta. Legami di intimità e traiettorie di vita, con M. Ghisleni e P. Rebughini (Franco Angeli, 2012).