CAMMINARE NELLE SCARPE ALTRUI GRAZIE AI NEURONI SPECCHIO di Laura Nardi

di Laura Nardi

 

Mettersi nei panni degli altri è una capacità innata degli esseri umani che arricchisce la nostra esperienza e accelera l’evoluzione individuale e collettiva

“Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini”. [Guerriero Apache anonimo]

Si chiamano neuroni specchio e sono cellule nervose che si attivano non solo quando compiamo una determinata azione, ma anche quando osserviamo altri che la compiono. 

Nei primi anni ’90 sono stati individuati da Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato del Cnr di Parma, che l’8 novembre prossimo riceverà un premio per la ricerca dalla Regione Lombardia e che, grazie alle nuove indagini cliniche cerebrali, come le risonanze magnetiche funzionali e le pet,  sta ampliando e trovando nuove conferme scientifiche a quell’abilità umana che è l’empatia e la capacità di mettersi nei panni altrui.

Al di là dell’aspetto prettamente scientifico, è innegabile che l’essere umano è dotato di una forte e a volte irrefrenabile capacità di immaginaree di immedesimarsi nelle esperienze vissute da altre persone. E non solo a livello emotivo, ma anche fisico: quando vediamo qualcuno sbadigliare, ridere, piangere, o fare qualcosa che per noi è disgustoso, anche il nostro corpo risponde rispecchiando ciò che osserviamo.

Lo possiamo vedere con frequenza nei bambini piccoli quando imitano i comportamenti degli adulti e lo sperimentiamo, oltre che con le altre persone, anche quando leggiamo un libro o guardiamo un film e ci emozioniamo per le vicende dei vari personaggi.

In un’intervista uscita qualche giorno fa (Corriere della Sera, 10/10/2017) Rizzolatti spiega che osservazione e azione sono strettamente legate: noi comprendiamo quello che fanno gli altri, sfruttando le stesse capacità neurali che usiamo quando noi stessi compiamo la medesima azione.

 

Quindi il ricordo di una nostra personale esperienza, ci faciliterà nel provare comprensione ed empatia verso qualcuno che vive un’esperienza simile. Ma non solo. Sembra infatti che, proprio grazie ai neuroni specchio, anche osservare un’altra persona compiere un’azione aiuta la nostra capacità di agire nello stesso modo. Questo sta trovando applicazioni anche nella medicina, ad esempio nella riabilitazione motoria, in cui osservare il movimento di un arto può far ri-apprendere più rapidamente lo stesso movimento.

Ciò che rende così rapido e immediato l’effetto dei neuroni specchio, è il coinvolgimento delle emozioni. Se per capire il comportamento altrui da un punto di vista realistico e obiettivo nel nostro cervello si attivano aree della corteccia prefrontale, la regione implicata nel pensiero razionale e nell’organizzazione delle informazioni, per comprendere emozionalmente e potersi mettere davvero nei panni degli altri ci vengono in aiuto i neuroni specchio. Ciò che avviene è, come spiega Rizzolatti, che i nostri neuroni “scaricano” e si attivano assieme e contemporaneamente a quelli degli altri.

E nonostante l’immedesimarsi negli altri sia un’esperienza comune a tutti gli esseri umani, si manifesta in maniera unica per ognuno di noi, poiché è influenzata da chi siamo e da ciò che abbiamo vissuto: è stato ad esempio osservato che i neuroni specchio di ballerini di danza classica si attivano davanti ad un’esibizione di danza classica e non davanti a una coreografia contemporanea, e viceversa.

È stato anche osservato che leggere e immedesimarsi nei personaggi dei libri aumenta l’empatia proprio perché funziona come un allenamentoa mettersi nei panni altrui.

Questo significa che più esperienze viviamo, più possiamo diventare persone comprensive ed empatiche, ma anche che più osserviamo gli altri in maniera interessata, curiosa e benevola (cosa che normalmente avviene con i personaggi dei libri), più saremo empatici anche con chi ha vissuto una vita molto diversa dalla nostra.

E comprendere gli altri in maniera empatica non significa accettare soprusi o dimenticare i torti delle altre persone. Se un partner, un amico o un collega si approfitta di noi o ci ferisce, la cosa più sana che possiamo fare è difenderci. Ma se proviamo per un po’ a indossare i suoi mocassini, saremo in grado di farlo con rispetto e umanità.

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> Come allenare la capacità di mettersi nei panni degli altri:

Soprattutto con le persone vicine, un modo per comprendere i loro stati d’animo è prendersi il tempo di guardarle negli occhi e immaginare come si sentono; può essere d’aiuto chiedersi “cosa starà provando?” o “di cosa potrebbe avere bisogno?”. Possiamo fare la stessa cosa anche con noi stessi

Quando siamo sull’autobus, o in coda alla posta, o mentre stiamo camminando, possiamo prendere esempio dai bambini e giocare a immaginare chi sono le persone attorno a noi, i loro vissuti emozionali, le loro sfide, le loro passioni.

Almeno una volta al giorno possiamo decidere di ascoltare un’altra persona con curiosità, interesse sincero e benevolenza, mettendo in secondo piano ogni coinvolgimento personale, e concedendole il giusto tempo.

Leggere un libro (ma anche guardare un film, o uno spettacolo teatrale o una serie TV) andando oltre a ciò che è descritto dei diversi personaggi e provando a immaginare di loro anche quello che non viene raccontato: la loro infanzia, le loro piccole sfide quotidiane, i loro problemi fisici, le loro paure, i loro bisogni…

Frequentare un corso o un seminario di meditazionemindfulness o formazione personale, può farci fare un passo importante nello sviluppo della comprensione empatica verso se stessi e verso gli altri.

Essere consapevoli che, così come i nostri neuroni specchio rispondono alle emozioni e alle azioni altrui, anche i neuroni specchio degli altri risponderanno alle nostre. Usiamo responsabilmente questo potere: cosa scegliamo di trasmettere?

di Laura Nardi

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L’aracnofobia , la paura dei ragni e degli insetti

Vi è mai capitato di vedere improvvisamente un grosso insetto mentre sposate le lenzuola per entrare nel letto? e vederlo correre velocemente al punto che non sapete più dove possa essere finito? come potreste sentirvi? che emozione provereste? Antonia ( nome di fantasia) una mia paziente non é riuscita a dormire nel letto per una settimana , in totale preda di un attacco di panico. Solo dopo che la stanza é stata accuratamente disinfestata da esterni é riuscita a varcare la soglia della camera. Questo terrore viene chiamato aracnofobia. Una paura agghiacciante, persistente ed ingiustificata tanto da diventare, talvolta, un’ ossessione incontrollabile , responsabile di veri e propri attacchi di panico. L’aracnofobia é la paura più diffusa in assoluto , insieme a quella dei topi e dei serpenti e solitamente cela disturbi psicologici più o meno gravi.Tra i sintomi più frequenti si ricordano : sudorazione, respiro affannoso, nausea ed aumento della frequenza cardiaca. Tipica degli aracnofobici é la sensazione di essere infestati dai ragni, di percepire le zampetta correre sulla pelle , come se il ragno volesse intrappolare o nel caso dell’insetto scivolare sulla pelle. Sebbene la paura sia infondata e irrazionale , la paura nell’aracnofobico é incontrollabile. Il problema in sé, spesso, non é rappresentato dalla paura dei ragni o degli insetti, ma può rappresentare uno stratagemma o spostamento di un’ansia e angoscia profonde. E’ il contenuto che crea angoscia. In realtà l’aracnofobia affonda le radici nell’infanzia , periodo in cui la forza mentale non é ancora consolidata e stabile . Le paure viste con gli occhi di un bambino vengono ingigantite ed enfatizzate : l’inevitabile conseguenza é l’assoluta incapacitá di padroneggiarla , generando un senso di angoscia permanente e ingestibile.E il bambino sposta in modo difensivo la sua angoscia sul ragno o insetto.

13 Characteristics of People Who Have True Integrity

1. They value other people’s time.

They value their own time so they also value the time of other people. They know you have plenty of other places you need to be and won’t hold you up. If you spend time with them, it is likely they will thank you for that as well.

2. They give credit where it is due.

They do not take credit for things they did not do. They will always credit those who deserve it. If you help this person with a project he or she will likely mention your name so you can take credit for your work.

3. They are authentic

They are their truest forms. You won’t catch them in a lie or being fake.

4 They are always onest 

They are honest people that feel no need to lie as it is important for them to get to where they need to get in life honestly.

5. They never take advantage of others.

They are not the kind of people who will take advantage of someone else. They love to build people up and help them get where they need to be. Taking too much from someone else will never be an issue with someone who has a lot of integrity.

6. They do not argue over disagreements.

They will talk through things in a civil manner or not talk at all. You cannot and will not force this person into arguing over something completely ridiculous. I find this to be a very respectable trait.

7. They give most people the benefit of the doubt.

They try to see the good in everyone. I think this is because they feel like maybe there are more people in this world that also have integrity. That being said, if you take advantage of them too much they will get rid of you.

8. They know when something is bothering someone.

They have a great intuition that lets them know when something is going on. If someone is down in the dumps they will notice. Chances are they will actually do what they can to cheer you up.

9. They believe others.

They accept your word as truth until it is disproven. That being said, they do not take lying well. And once you lie to them, it is unlikely that they will ever take your word again.

10. They apologize first.

If they have done something wrong they will come to you and apologize. This is just how they are. They own up to their mistake and try to make things right.

11. They are humble.

They do not quite know their own worth. While they are very important and do so much good they don’t quite see it. You should remind them of it.

12. They do good when they can.

They are always helping other people. They love to know that they have improved someone’s life. It gives their lives meaning.

13. They are always kind to those who need it.

Giving kindness can go a long way. When someone looks like they need a little pick me up these people deliver. They can brighten up almost anyone’s day.

If you are someone who has true integrity, thank you for being who you are and thank you for all that you do. You really do actually make a difference in society, please keep up the good work. If you feel no one else is proud of you, know that I am.

La Piromania : quel fuoco doloso che brucia i pensieri

In quest ‘estate rovente i media amplificano l’allarme incendi ormai alquanto diffusi che, spesso dolosi e spesso associati alla piromania. La Piromania é una sindrome molto rara , caratterizzata da una serie di comportamenti che innescano rabbia ed aggressività nel soggetto colpito , tale da provare piacere solo incendiando in modo quasi compulsivo oggetti o boschi , in alcuni casi persino gli animali. La persona affetta dalla malattia, avverte un grande di euforia con precedente scarica di adrenalina che allieva le sue tensioni nervose , é molto attratta dal fuoco, ma anche da tutto quello che é connesso : strumenti per accenderlo ma anche per governarlo o spegnerlo. Alcuni di loro entrano persino nel Corpo dei Pompieri , altri denunciano incendi fasulli o si appostano per osservare incendi naturali fino al loro spegnimento.

Tale condotta puó, a volte, diventare molto pericolosa ed esporre anche a rischio di vita. Le cause che scatenano la condotta piromane non sono certe. Facilmente le cause vanno cercate nei vissuti emotivi e nella storia infantile del piromane, altri ritengono che sia legata alla sua dimensione sessuale.

 

L’attacco di Panico di Torino

Quanto successo a Torino in piazza San Carlo rappresenta un vero attacco di panico di gruppo.

L’attacco di Panico insorge all’improvviso e consegue alla percezione di una minaccia o una castrone imminente  potenzialmente letale. E’ generalmente un episodio imprevedibile ed inarrestabile e l’ansia e’ talmente intensa da lasciare l’individuo, una volta concluso l’attacco , in una condizione di assoluto sfinimento. La manifestazione dell’attacco di panico comprende sintomi cognitivi, emotivi e somatici, tra cui forti reazioni neurovegetative.

Gli attacchi di panico sono estremamente spiacevoli e provocare stati di angoscia estremi  e chi ne soffre può’ essere portato a pensare di : perdere il controllo, avere un attacco di cuore , essere pronto alla morte. Le manifestazioni fisiche sono : polso accelerato , dolore al petto o allo stomaco, difficolta’ respiratorie , debolezze o vertigini, sudorazione , sensazione di caldo o brividi di freddo, formicolio o insensibile’ delle mani.

Potrebbero manifestarsi solo uno o due episodi nell’arco della vita , ma se dovesse ripresentarsi con più’ frequenza potrebbe invece essere il segno di un disturbo ansioso o disturbo da attacco di Panico.

I sintomi compaiono per la prima volta in genere nella tarda adolescenza  ( e comunque entro i 30 anni) . Alcuni fattori di rischio importanti sono : Famigliarità’, stress, passato di abusi fisici o sessuali, eventi traumatici.

Quando una persona si trova sotto forte stress per periodi lunghi si espone al rischio di andare incontro ad un attacco di panico.

Quanto , invece, successo a Torino e’effetto collaterale del Terrorismo e di una esposizione continua mediatica a tutti gli attentati avvenuti finora nel mondo.

E’bastato uno scoppio forse un petardo a scatenare la fuga collettiva e folle corsa di persone che si erano riunite in piazza per assistere ad un evento piacevole come la partita. le conseguenze purtroppo sono state  drammatiche , migliaia di persone sono rimaste ferite nella calca.  Perche’ quando si e’ in un gruppo i membri del gruppo e del collettivo interagiscono e si influenzano a vicenda e seguono un comportamento unico .

Il terrore percepito ,non reale, ha scatenato la  psicosi collettiva  da attentato.  Ahime’ questa e’ la finalita’ del terrorismo , incidere sulla normalita’ delle nostre vite, alterare la percezione interna di sicurezza iniettando nella psiche collettiva l’allarme di qualcosa di catastrofico e traumatico.

 

Manchester e il trauma dell’attentato

L’attentato di Manchester rappresenta un trauma terribile e può condurre allo sviluppo di un post traumatic stress  disorder, in  tutti questi giovani sopravvissuti che hanno vissuto ed esperito quei momenti tremendi. Il rischio e’ di associare momenti piacevoli e di felicita’ alla musica che tanto li hanno attratti e condotti li’.

Sentire l’esplosione ,assistere alle urla , alla fuga impazzita, alle morti di giovani coetanei, a chi e’rimasto ferito, o chi ha perso un parente s’insinuano nella psiche in modo così doloroso  e profondo che puo’ essere davvero difficile superare l’atroce esperienza.

Bisogna al piu’presto suppotarli in un percorso di separazione tra l’associazione della musica a esperienze dolorose, a ritrovare la fiducia nell’esperienza di gruppo e di aggregazione e infine ad rassicurarli nella possibile percezione di essersi sentiti non protetti.