Sara , La passione per la moda e le ancore regole ferree delle taglie

Sara ( nome di fantasia ) è una ragazza di 23 anni, acqua e sapone con la passione e l amore per la moda ma che ha pagato a caro prezzo. Si rivolge a me per una grave insonnia e attacchi di panico che le sopraggiungono senza “motivo preciso”ma che ultimamente le rendono la vita difficile e faticosa , in particolare quando deve affrontare qualche sfilata di moda. Non hai pensato che il cibo fosse un problema per lei, ha sempre ritenuto il cibo un piacere e una gratificazione anche sociale. Cresciuta in una famiglia in un piccolo paese della campagna piemontese dove i ritmi lenti si mescolavano alla consapevolezza di quanto fosse importante il lavoro , il sacrificio per vivere una vita decorosa. A Sara non è mai “mancato nulla”; la famiglia di origine è una famiglia umile ma molto unita e affettiva e da cui si è sentita, sempre, profondamente supportata in particolare nella sua scelta di fare la modella. Attività che intraprende a diciassette anni, trasferendosi nella grande città.
Al principio Sara era esaltata e molto entusiasta verso questo mondo cosi creativo, frizzante e moderno, lei che veniva dalla campagna, ma altrettanto duro e spietato. Con il passare del tempo, Sara confida durante le sedute, i momenti in cui avrebbe solo voluto isolarsi e fuggire per non credere o vedere quello che invece vedeva, in particolare quanto avveniva nel backstage e che lei stessa subiva. Ordini, regole ferree, rimproveri dagli stilisti stessi nei confronti di un regime alimentare sempre più restrittivo e punitivo , per mantenere quella “taglia”. Ragazze che
passavano e che ancora passano giornate in qualsiasi condizione climatica per fare un casting o sfilate vietandosi di mangiare per poter entrare in “quel vestito”. Modelle che di fronte ad un catering si dividono un grissino per mangiare la seconda metà a fine sfilata come unico pasto e di nuovo divorate dal senso di fame devono lottare per negarlo, perché altrimenti punite o escluse da chi in alto. Gli attacchi di panico di Sara e la sua grave insonnia sono poi scomparsi quando, dopo un lungo percorso ha deciso di abbandonare il suo lavoro di modella e intraprendere un lavoro in cui non si sentiva “denutrita”ma finalmente a contatto con i sui bisogni e nel rispetto della sua persona.

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