Disturbi dell’alimentazione : l’ossessione del cibo, il disagio della vita.

I disturbi alimentari racchiudono in particolare due gravi disturbi l’ anoressia e la bulimia e le diverse forme miste. L ‘ANORESSIA (dal Greco alfa privativa an-priv e orexis ‘appetito ) colpisce l ‘1 -2 % delle donne di età spesso compresa tra I 12 e I 20 anni e rappresenta un rifiuto del cibo con la motivazione apparente di voler dimagrire fino in casi più ‘gravi diventare uno stato grave di cachessia. E ‘un disturbo che compare normalmente in adolescenza quindi in un periodo di crescita ma che il disturbo la blocca. Si e’ detto e  scritto tanto ma , per certi aspetti rimane un enigma. E’ una malattia complessa dalle cause multifattoriali. Dall’inizio dell’adolescenza la ragazza non riesce a sopportare di vedersi sempre troppo grassa e vuole ridurre le sue forme , mettendo quindi a regime la sua alimentazione. Perché solo lei detesta le rotondità del corpo che gli altri trovano femminili e naturali? Non lo saprebbe dire . E che origine ha questo disgusto che certe scelte alimentari le ispirano, e che diventa ancor più forte quando esse hanno luogo nell’ambiente familiare ? Mistero… Sono tante le domande , i genitori sono davvero tossici? Esercitano davvero un’influenza che sfugge n qualche modo alla comprensione? Esiste una qualche componente genetica? Ma l’ipotesi aperta non spiega come mai la figlia si accanisca tanto a fare scomparire le sue forme. Forse l’influenza o la supposta implicazione dei genitori dovrebbero essere relativizzate , rispetto a quella, evidente, del contesto di una società’consumistica e narcisistica dove si coniugano la sovrabbondanza dell’offerta alimentare e il triplo culto dell’immagine, l ‘elogio della magrezza e della prestazione?.Negli anni 40 , 50 questi tipi di disturbi non erano così’ diffusi ed evidenti. Ogni epoca ha la suapsicopatologia. L ‘anoressia mentale si prende gioco delle classificazioni diagnostiche delle turbe della personalità o dell’umore. Il disturbo e’ molto stereotipato nella forma , ma non evidenza alcuna patologia conclamata e d’altronde nessuna cura ha efficacia su questo tipo di disagio. L ‘anoressia e’una sfida alla vita, una lotta incessante contro la FAME , il piacere e il sentire, una protezione che mette a distanza la disperazione, una strategia di sopravvivenza. Rappresenta anche una lenta autodistruzione che la paziente intraprende quasi a dimostrare a se stessa attraverso rituali controllanti e schemi rigidissimi che non cede all’impulso .Perché la fame e ‘percepita come negativa e disgustosa , seppure in fondo e’una fame da morire e ahimè in alcuni casi drammatici per morire . Controllare tranquillizza , l’anoressica tende a controllare tutto in modo quasi tirannico , le calorie , il peso, le attività fisiche , tutto deve essere sotto controllo e perfetto seguendo regole precise. Ma ciò che controlla di più e’ soprattutto l’amore. Nonostante il bisogno abissale di essere amata, la paura di essere amata e’ troppo forte, quindi meglio negarla…Da qui il perfezionismo : la sensazione permanente di inefficienza e impotenza e il timore di non essere all’altezza la spinge a ricercare incessantemente la perfezione. Per questo la maggior parte di loro ha un percorso scolastico brillante.La “cura consiste nell’aprire la porta alla gioia di vivere e smettere di pensare che e’ tutto un peso… Il rapporto con se stessi e’ esattamente come il rapporto con gli altri. Imparare a vivere significa accettare l ‘attesa , l’incertezza. Ci sarà sempre qualcosa che manca che la realtà non e’bianca o nera ma che ha diverse sfumature.Parlando della BULIMIA , l’altra faccia dell’anoressia , diversa nelle manifestazioni ma a volte e spesso l’altra faccia della stessa medaglia. La caratteristica principale della bulimia nervosa e ‘ un circolo auto perpetuante di preoccupazione per il peso e le forme corporee-dieta ferrea-abbuffate-vomito autoindotto. Il termine Bulimia I soggetti con bulimia nervosa si vergognano delle loro abitudini alimentari e le loro crisi avvengono in solitudine’episodio può essere più ‘o meno pianificato e l’abbuffata spesso continua finché l ‘individuo non si sente “così pieno da star male”, per poi ’precipitare in stati di umore negativo, intense fame oppure sentimenti di insoddisfazione relative al peso, la forma del corpo o il cibo. La bulimica si abbuffa per poter vomitare, alcune fanno uso di lassativi , sempre comportamenti compensatori. Altre misure compensatorie sono il digiuno e l’esercizio fisico. Il vomito riduce la sensazione di malessere fisico. Le bulimiche iniziano spesso il loro percorso da ‘un anoressia molto grave. Nel corso di tutta la vita alternano stati anoressici e stati bulimici  ma al contrario delle anoressiche le bulimiche perdono la padronanza di sé. La bulimica tenta di seguire la ragione , ma la necessita ‘di “divorare”e’più ‘forte. L’idea del cibo diventa ossessiva “ti travolge tutto il tempo, dalla mattina alla sera”dice Franca 23 anni.”Anche quando cerchi di trattenerti , le crisi sono in agguato. il cibo e’ più forte di me, cedo sempre, mi sento come in una prigione che mi soffoca da cui non riesco ad uscire“.La bulimica manifesta una mancanza di fiducia patologica. Secondo il DSM V questa svalorizzazione di sé rappresenterebbe uno dei principali criteri diagnostici della bulimia. Al di là di classificazioni l ‘anoressia e la bulimia sono espressione di un disagio ed un vuoto esistenziale enorme e  ogni  “caso”rappresenta una storia unica irrepetibile di dolore. In realtà ‘non esiste un’”anoressica” , una “bulimica”, esistono persone. Ed e’ questo dolore che dovrebbe essere ascoltato senza colpevolizzazioni di sorta. Al di là della diagnosi siamo di fronte a persone che lottano per non precipitare a cui forse e’mancata ,per diverse ragioni ,la possibilità di amarsi e nel cibo rincorrono questo vuoto relazionale . La cura sta proprio nel percorso verso l’amore, la fiducia, l’indulgenza verso se stessi; accettarsi e perdonarsi. Emma Cosma

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