Riguardo a Charlie

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In questi giorni mai come in nessun altro momento recente si parla, si discute , ci s’indigna ci si rattrista , ci si spaventa di fronte a quanto accaduto a Parigi la scorsa settimana. Un attacco alla libertà di tutti noi. In un’epoca dove sembra che il libero arbitrio e il libero pensiero dominino ormai da tempo questo ha avuto l’effetto di una bomba atomica sociale.

E le domande riaffiorano molteplici, perchè colpire la satira, perchè non ci s’innalza nello stesso modo di fronte al massacri di molti cristiani da parte di estremisti dell’Isis ed altri massacri in giro per il mondo, perchè di nuovo hanno colpito gli ebrei , perchè l‘islam moderato non condanna in modo più ecclatante quanto è successo? Che sia frutto di un complotto premeditato….la Fallaci aveva ragione? E il romanzo di Michel Houllebecq tra finzione e realtà? Così via…ognuno ha la sua domanda e cerca la sua risposta.Ognuno reagisce in base ai propri vissuti alla propria storia. Fatto sta che tocca le corde di

tutti noi, le nostre paure più arcaiche; d’individuo, di persona credente , di ateo, di città ,di nazione, di continente, del mondo. La Paura della nostra identità.

E mai quanto adesso questo bisogno è prevalente.

Il bisogno di essere , il bisogno di riconoscimento, il bisogno di conferma che ahimè spesso si mescola con il bisogno narcisistico di farsi notare per poi infine credere di essere. Non voglio addentrarmi in questioni religiose, sociali e politiche.

Il primo pensiero che ho avuto è stato: Qui siamo di fronte ad un grande vuoto narcisistico. Ed è il vuoto di quest’epoca in cui tutti hanno bisogno di specchiarsi per essere. E pur di diventare qualcuno si fa tanto rumore, chiasso, si ammazza , ci si identifica nella categoria del terrorista e bardato come tale ama diffondere terrore, s’impossessa di un Kalasnikov e attraverso l’atto di uccidere brutalmente, vendicando il Profeta, s’illude di raggiungere la Gloria. La Gloria che si parli di loro, che le loro facce circolino, sui media, su internet, affinche’ per qualche ora o giorni diventino “qualcuno”.

Miserevolezza. Non puo’esistere alcuna ideologia dietro o affianco che solo il pensare di poter sembrare famosi,

in quest’epoca dove tutti vogliono apparire e poco sentono e poco sono.

Emma Cosma

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2 pensieri su “Riguardo a Charlie

  1. je suis charlie, bimbo ribelle a prescindere

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